Pensiero debole o alla coque
Viviamo in un'epoca di anestesia sentimentale cronica. Certa narrativa odierna è lì che ce lo dimostra, con schiere di personaggi amorfi e - appunto - anestetici. Il guaio è che ci si accontenta sempre più di vivere emozioni surrogate anziché vere...
Che viviamo in tempi di anestesia dei sentimenti ce lo rivela anche certa narrativa "da Premio Strega", la quale ci mostra giovani incapaci di provare emozioni vere, destinati a diventare gli adulti anestetizzati e disillusi di domani (ogni riferimento alla Solitudine dei numeri primi - che a parte il titolo ha ben poco da offrire - è puramente voluto). Nel bene e nel male questi giovani già vecchi di Giordano (che tristezza!) sono lo Zeitgeist dei nostri tempi glaciali.
Una volta i figli li si concepivano soltanto in bollenti incontri amorosi, ora - appurato che l'uomo non è più indispensabile al concepimento - basta una provetta e tanti saluti all'unione dei corpi - ma anche delle anime - fra uomo e donna. Per carità, in certi casi - dove non se può proprio fare a meno - ben venga la scienza che dà la possibilità a tutti di diventare genitori, altolà però quando vi è il delirio d'onnipotenza della scienza.
Come ce ne possiamo accorgere di questo delirio? Niente di più semplice: quando una ragazzina di sedici anni con il consenso dei genitori si rifà il seno perché non paga della sua seconda che vorrebbe far diventare una terza abbondante, in modo da assomigliare il più possibile alle "bellocce" della televisione, beh in questo caso non so il vostro, ma il mio buon senso mi suggerisce che è sbagliato.
Detto ciò, ognuno ha il suo corpo e - se maggiorenne - è libero di farci quel che gli pare, ma se mi chiedete cosa ne penso, non ho problemi a ribadirvi che per me è sbagliato, punto.
Quelli di più larghe (o forse strabiche) vedute mi obietteranno: Ma un bel chissenefrega di cosa ne pensi tu non ce lo metti? Al quale io risponderei senza mezzi termini: Ce lo metto eccome, ma allo stesso tempo metteteci che il mio corpo per me è territorio sacro e voi sentitevi pure liberi di profanare il vostro, non son mica un integralista religioso, ma non son neppure un idolatra irrispettoso di quanto mi ha donato Dio o la Natura - a seconda delle proprie convinzioni. Deus sive Natura liquiderebbe la questione il saggio Spinoza...
Recensione de "Il circolo dei nichilisti" (apparsa sulla copertina di "Mobydick"…
"Il circolo dei nichilisti", un romanzo di Marco Apolloni/4
"Il circolo dei nichilisti", un romanzo di Marco Apolloni/3
"Il circolo dei nichilisti", un romanzo di Marco Apolloni/2
"Il circolo dei nichilisti", un romanzo di Marco Apolloni/1