Sempre nei Manoscritti economico-filosofici si leggono tre interessanti affermazioni marxiane: «L'educazione dei cinque sensi è un'opera di tutta la storia del mondo sino ad oggi [...] La sensibilità deve costituire la base di ogni scienza [...] L'uomo è l'oggetto immediato della scienza naturale; infatti la natura sensibile immediata per l'uomo è immediatamente la sensibilità umana (espressioni equivalenti), immediatamente come l'altro uomo presente a lui in modo sensibile, dato che la sua propria sensibilità si costituisce per lui stesso soltanto attraverso l'altro uomo...»1. Cominciamo dalla prima. In questa considerazione Marx puntualizza la sua convinzione materialista e storicista (dall'unione di questi due termini ambivalenti ne ricaviamo il termine più propriamente marxiano, quale quello di materialismo storico), secondo cui ogni epoca sarebbe la cifra di tutte le epoche che l'hanno preceduta e che l'hanno resa quel che poi in effetti è diventata. Tale concezione si salda indissolubilmente in un preciso contesto storico, per cui ogni epoca è stata la risultante dell'epoca che l'ha cronologicamente preceduta.
1 Marx, K., Manoscritti economico-filosofici, Torino, 1968, pp. 114-15.
Occorre pertanto dare atto a Marx di essersi fatto carico della tradizione hegeliana della quale, però, ha saputo compiere un'efficace sintesi. Per dirlo con Antonio Gramsci in un brano tratto dai Quaderni dal carcere: «[...] parte essenziale del materialismo storico non è né lo spinozismo, né lo hegelismo, né il materialismo francese, ma precisamente ciò che non era contenuto se non in germe in tutte queste correnti e che Marx ha sviluppato, o di cui ha lasciato gli elementi di sviluppo; la parte essenziale del marxismo è nel superamento delle vecchie filosofie e anche nel modo di concepire la filosofia, ed è ciò che bisogna dimostrare e sviluppare sistematicamente»1. Il termine «sistematicamente» mi fa venire in mente la definizione stessa della filosofia dataci da Hegel, coincidente con la nozione di «sistema». È evidente come anche per Gramsci la filosofia di Marx sia da intendersi come «sistema» più che alternativo, si direbbe meglio aggiuntivo a quello hegeliano. Tuttavia come ogni «sistema», implicito in esso è il bisogno di essere continuamente rinnovato altrimenti deperirebbe come un frutto appassito.
1 Gramsci, A., Quaderni dal carcere, sez. Filosofia della praxis, in: Problemi fondamentali del marxismo, 4,11.






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