Pensiero debole o alla coque
Esistono diverse analogie tra la critica del cristianesimo di Dostoevskij e quella di Nietzsche - autore quest'ultimo de L'Anticristo. Quanto precedentemente affermato concerne i risvolti più filosofici dell'epopea karamazoviana. D'altronde è risaputo come lo scrittore russo abbia influito sotterraneamente - per richiamare il titolo di un'altra sua opera: Memorie dal sottosuolo - su tanta parte del pensiero filosofico moderno. In primo luogo su di un pensatore del calibro di Friedrich Nietzsche. In virtù di ciò è lecito affermare che Dostoevskij sia stato un originale pensatore, oltre che uno dei fautori del romanzo moderno. Il tratto distintivo della modernità di Dostoevskij è rappresentato dal suo stile torrenziale più vicino allo stream of consciousness di Joyce che alle frasi ricamate all'uncinetto di Tolstoj. La sua scrittura è un flusso continuo e avvolgente, che ti prende alla gola e t'inchioda sul posto costringendoti a scandagliare, pagina dopo pagina, le profondità più abissali dell'animo umano. Quello che viene a galla al termine di una qualsiasi opera dostoevskijana è il magma incandescente dei sentimenti umani: altissimi e bassissimi allo stesso tempo, proprio come di alti e bassi è fatto l'uomo!
Il suo stile è talmente moderno che nel leggere la parte del processo a Mitja, accusato ingiustamente di parricidio, Dostoevskij pare addirittura un precursore dei legal-thriller "alla John Grisham". Anticipatrice è il termine adatto per codificare la scrittura dostoevskijana. La vita brulicante di ogni giorno, le vibranti passioni umane costituiscono la materia d'indagine del penetrante occhio dostoevskijano. A sua volta nelle sue opere Dostoevskij si dimostra un continuatore della tragedia attica e shakespeariana. Ecco, come vedete, tutti i nodi venire al pettine. Un vero capolavoro dev'essere, innanzitutto, una summa di tutti i capolavori che lo hanno preceduto e un'anticipazione di quelli che lo seguiranno. I fratelli Karamazov è questa summa, ovvero fra i migliori condensati della letteratura universale, che non ha età e proprio per ciò non invecchia mai...
Recensione de "Il circolo dei nichilisti" (apparsa sulla copertina di "Mobydick"…
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