Pensiero debole o alla coque
La separazione avviene nelle singole nature umane, l'unificazione invece nell'unica natura divina: simboleggiata qui sulla terra dalla bellezza, la quale tutto pervade con il suo spirito incontaminato. Ne Lo spirito del cristianesimo e il suo destino Hegel ci parla della bellezza come "mediazione fra gli estremi", per la sua capacità conciliatrice. Questa concezione estetica hegeliana è fortemente condivisa da Hölderlin. Tanto che ancor oggi non sappiamo con certezza chi dei due sia stato a scrivere Il più antico programma sistematico dell'idealismo tedesco. Fatto sta che i due nei loro anni giovanili furono molto vicini nel pensiero. Tuttavia Hölderlin conservò sempre il suo radicalismo politico, ossia rimase sempre vita natural durante un giacobinista convinto e mai sconfessò gli ideali del mirabile anno rivoluzionario 1789. Hegel, a differenza dell'amico, inizialmente appoggiò gli ideali dell'89 parigino, poi se ne discostò a poco a poco, fino a diventare per definizione il "filosofo dello stato" - espressione, questa, comunemente usata per riferirsi all'ideatore dello Spirito assoluto - e dunque paladino della massima autorità costituita - in pratica, tutto il contrario di un rivoluzionario.
Malgrado ciò i due amici condivisero entrambi durante la loro giovinezza l'esigenza di riscattare un'ottenebrata umanità con la "mitologia della ragione". Cito testualmente dal Systemprogramm questo passo, a mio avviso, di eccezionale densità contenutistica: "[...] E infine l'idea che tutte le unifica, l'idea di bellezza, intesa nel superiore senso platonico. Ho la certezza che il supremo atto della ragione, quello con cui essa comprende la totalità delle idee, è un atto estetico, e che verità e bontà sono intimamente fuse soltanto nella bellezza. Ma i nostri filosofi sono, letteralmente, uomini privi di ogni senso estetico. La filosofia dello spirito è una filosofia estetica [...] Se non daremo alle idee una forma estetica, cioè mitologica, esse non avranno interesse per il popolo, e viceversa: se la mitologia non è razionale, il filosofo ne deve provare vergogna. E così alla fine coloro che sono illuminati e coloro che non lo sono, si uniranno; la mitologia deve divenire filosofica, così da rendere il popolo razionale, e la filosofia deve divenire mitologica, così da rendere sensibili i filosofi [...]". In queste poche ma dense righe si viene a delineare la figura cruciale del cosiddetto poeta-teoreta. Ovvero: colui che è in grado di fondere i valori estetici dell'uno con la razionalità dell'altro, in modo tale da rendere il popolo stesso più maturo, e cioè: più sensibile e razionale al contempo. Meta suprema della loro teorizzazione è secondo me il raggiungimento di una religione razionale e dunque per ciò stesso più credibile, in una parola più umana. Dicasi appunto: religione dell'uomo (strettamente imparentata con la religione dei cuori rousseauiana)! Perché il mondo ha bisogno sia del colore dei poeti che del bianco e nero dei filosofi, meglio ancora se fusi in un'unica persona: il poeta-filosofo appunto. Il grande pensatore novecentesco Martin Heidegger, fra gli ispiratori del pensiero debole insieme a Friedrich Nietzsche - almeno secondo il suo fondatore: Gianni Vattimo -, si spinse al punto tale da far confluire la sua filosofia nella poesia hölderliniana. Mi riferisco in particolar modo a quanto enunciato nel suo saggio: In cammino verso il linguaggio (1959). I poeti, aggiunge Heidegger, ci fanno da tramite con il divino, le loro parole scaturite dall'indicibile che è dentro ognuno di noi, sono il nostro ponte teso con il mondo soprasensibile, che non possiamo razionalmente comprendere con le deboli armi teoretiche dei filosofi e che pertanto possiamo solo intuire grazie alle doti rabdomantiche dei poeti. Finché ci saranno al mondo i poeti: la vita avrà sempre una parola da opporre alla morte! Ovvero all'evento originario - origine che è la meta - secondo Heidegger, che determina l'autenticità delle nostre vite...
Recensione de "Il circolo dei nichilisti" (apparsa sulla copertina di "Mobydick"…
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