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La bellezza salverà il mondo

Sabato 4 Aprile 2009, 07:00 in filosofia della bellezza di
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Chi sarà mai questo Dio, proprio non saprei dirlo. C'è chi lo crede un'entità astratta e chi invece, come me, non riesce ad immaginarselo se non come fenomenologia continua di tutto l'esistente: ad esempio, incarnato nella quintessenza di un cielo azzurro incontaminato. Credo che nessuno sappia definire con esattezza Dio, anche se tutti sappiamo riconoscerne le sue svariate manifestazioni. Si giunge al divino solo mediante l'intuizione. In una certa misura tutti possediamo la facoltà intuitiva, che ci permette di assaporare il lato mistico della vita scisso dal lato ordinario della stessa. Gli individui che ci fanno da tramite con il divino sono perlopiù artisti, ossia coloro i quali riescono a cogliere la scintilla divina, che si cela dietro ogni singola particella del creato. Noi tutti, dunque, non siamo che degli eoni partecipanti di quella bellezza cosmica, frutto di una creazione superiore. Per questo credo anch'io con Dostoevskij che: la bellezza salverà il mondo...

Il tema della bellezza che salverà il mondo viene riportato a galla in età moderna dal grande romanziere russo F. Dostoevskij. In particolare, nell'opera L'Idiota, che vede protagonista un essere assolutamente buono, il principe Myskin, alle prese con un mondo invece completamente malvagio. La missione di questo eroe atipico sarà appunto quella d'instillare il seme della bellezza, di cui lui è portatore, in un contesto di assoluta desolazione spirituale. Missione che lui stesso fallirà inesorabilmente; così come fallì Cristo portatore del divino, ma che tuttavia non fu creduto dagli uomini e per questo fu crocifisso. La bellezza domina questo capolavoro dostoevskijano, dalla prima all'ultima riga, aleggiandovi ed esercitando sui lettori un'irresistibile fascinazione. Bellezza che, in altri termini, non può che essere di derivazione platonica, visto l'indiscutibile platonismo della cultura ortodossa, di cui Dostoevskij fu uno dei massimi esponenti. Per l'appunto uno dei testi fondativi del misticismo russo s'intitola Filocalia, che vuol dire proprio: amore per la bellezza. Riassumendo: sia Platone che Dostoevskij non credevano in questo mondo, preda della bruttezza, bensì non smisero mai di credere nell'oltremondo della bellezza - intesa come fuoriuscita da un mondo inferiore. Entrambi corroborarono, dunque, la profezia sulla bellezza salvatrice.

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4 commenti
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28 Mag 2010
alle 10:36

Marco Apolloni

parlando di origine, sfondi non una "porta" ma un "portone" aperto...

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27 Mag 2010
alle 23:22

flavio

La bellezza è originale: è un attributo dell’Origine. Per questo è una ferita; perché fa rivivere, nell’attimo in cui la si coglie, la separazione dall’Origine. La bellezza è quindi l'esodo da questo mondo, il ritorno all'Origine.

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04 Apr 2009
alle 23:28

Marco Apolloni

Grazie per la segnalazione del libro di Winckelmann, m'interessa molto l'argomento visto che ho in programmazione una pubblicazione futura sull'argomento...

Ricambio la buona serata.

 MA 

1
04 Apr 2009
alle 16:38

Rino

Salve, mi permetto, e sicuramente lo conoscerai, ricordare un grande personaggio che dedicò la sua vita alla ricerca della bellezza artistica, uno dei libri che scrisse fu: Il bello nell'arte, l'autore è Johann J. Winckelmann, buon amico del più conosciuto Goethe.

Buona serata.

Rino.

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